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Il Gruppo di Face Book Brazil Cultour festeggia i suoi primi 1000 membri
scritto da marco il 22.12.2010 in
Da qualche giorno il Gruppo Brazil Cultour ha raggiunto i 1000 membri e desideriamo ringraziarti per accompagnarci in questo “viaggio”.
Quale miglior modo per festeggiare questo traguardo se non con un viaggio?
Ti piacerebbe essere il fortunato vinvitore del viaggio premio?
Il primo di una serie che lanceremo per poter condividere con te e tutti gli amici di Brazil Cultour la nostra grande passione per il Brasile. Uno dei viaggi “fuori rotta” che Brazil Cultour da sempre documenta e propone tramite il nostro tour operator www.cultour.it.
Il primo programma di viaggio è dedicato a Bahia, “culla” del Brasile e di Cultour. “Bahia terra d’incontri”, che rapisce ed affascina con l’esuberanza del suo popolo ospitale e della sua natura selvaggia. Un’esperienza di vita per “incontrarsi”, conoscere e divertirsi, prerogative essenziali di un viaggio.
Non importa se sarai solo o in gruppo, single o in coppia, perché questa sarà un’occasione unica per incontrare nuovi amici e divertirti con loro.
Il programma e le condizioni di partecipazione sono disponibili sul sito Cultour BAHIA TERRA D’INCONTRI. Per per saperne di più scrivici a info@cultour.it.
LE CONFERME DOVRANO PERVENIRE ENTRO IL 31 GENNAIO 2011.
IL 4 FEBBRAIO 2011 TRA COLORO CHE AVRANNO CONFERMATO LA PARTECIPAZIONE, VERSANDO L’ANTICIPO DELLA QUOTA DI VIAGGIO (MIN 15/MAX 20 PAX), SARA’ SORTEGGIATO IL PARTECIPANTE CHE VINCERA’ IL VIAGGIO PREMIO.
Aspettiamo te ed i tuoi amici per vivere insieme questa avventura indimenticabile.
Marco e Luca
Il turismo emergente ed il ruolo del travel designer – La parola a chi già lavora
scritto da marco il 02.12.2010 in
Intervista a Marco Tardio, fondatore del tour operator – Cultour.
Chi è il Travel designer?
La figura professionale del travel designer nasce in un momento di cambiamento del mercato del turismo. Sempre più “turisti” diventano “viaggiatori” ed il mercato del “viaggio di serie” da catalogo è passato e quindi in crisi. Il viaggiatore ha bisogno nei pochi giorni a disposizione per il suo viaggio di vivere intesamente la sua esperienza di vita nell’area geografica prescelta (parto dal presupposto che si parli di slow travel e non di viaggi “mordi e fuggi”). Quindi invece di rivolgersi all’agenzia di viaggi va su internet e comincia a fare ricerca. Ecco, fin qui il viaggiatore fa esattamente ciò che il travel designer fa, magari i maniera più tecnica, prima di creare un itinerario. Solo che il viaggiatore parte e rischia che i suoi 10/15 giorni di vacanza non rispettino le aspettative perché in realtà le informazioni ottenute sul web non sempre si rivelano affidabili. Il travel designer invece va sul posto e vive personalmente il risultato della ricerca di laboratorio ed arricchisce la prima con la ricerca di campo.
Quali sono i suoi compiti principali?
LA CREAZIOE DEL VIAGGIO
Come detto nella risposta precedente le due prime fasi sono: ricerca di laboratorio e ricerca di campo. Nella prima si individua la zona nella quale creare il viaggio, si fa ricerca su geografia, storia, cultura e su ciò che offre turisticamente livello di servizi e strutture. Poi si entra in contatto con le istituzioni (enti preposti al marketing turistico della regione) e col trade (società di servizi, hotel…) e li si informa del viaggio e degli obbiettivi, ci si confronta sulla ricerca di laboratorio ed eventualmente si ottiene anche supporto in loco. A questo punto si traccia l’itinerario e si parte. Da questo momento inizia la ricerca di campo con la scoperta di tutto ciò che la regione offre a livello culturale e naturalistico, dando priorità a ciò che non rientra nei tour classici (inevitabilmente ci sono tappe per importanza storica e bellezza naturale imprescindibili). Per fare ciò è necessario saper scegliere gli interlocutori giusti. Nella mia quinquennale esperienza di travel designer i migliori sono sempre stati i “nativi”. Con loro si scoprono e si vivono usi e costumi locali (culinaria, artigianato, musica, artigianato, religione, attività di autosostentamento in genere) e luoghi “fuori rotta” inaccessibili ad altri. L’aspetto più interessante è che loro diventano naturalmente il ricettivo locale. Loro sono fodametali nell’affiacare il travel designer in uno dei compiti più importanti e difficili: riuscire a creare in luoghi immersi nella natura più selvaggia delle accoglienti e charmant location rendendo ancora più magici paesaggi ed momenti unici (aperitivi al tramonto sulle dune, pranzi su isolette, cene su spiagge oceaniche, pernottameti in capanne su amache nel deserto). Tutto realizzato ad hoc con strutture e servizi offerti dai nativi e imprescindibilemnte ecocompatile. L’attitudine naturale dell’anfitrione nativo all’ospitalità non si impara in nessuna università al mondo.
Durante il viaggio si visitano le strutture di ospitalità già individuate durante le ricerche selezionando le migliori (in alcune di queste si alloggia) in base all’ecocharme della localizzazione, della struttra, degli interni e dei servizi. In genere si privilegiano piccole strutture (pousadas, guest house, boutique hotel, hotel fazedas). Ci tengo a precisare che quando parlo di charme non parlo necessariamente di lusso, anzi avvolte addirittura quest’ultimo concetto sconfina nel superfluo.
Altra fase fondamentale è lo studio della logistica del viaggio. E’ necessario verificare per i trasferimenti e le escursioni on e off road (privilegiando questi ultimi) tempi, mezzi, maree, venti…
Al rientro dal viaggio il travel designer comincia a scrivere il proprio itinerario. Chi per lui richiede le offerte dei servizi ai partner selezionati (ricettivi, imprese di trasporto, guide, hotel, ristoranti…) e si calcola il costo del viaggio completo. Ovviamente trattasi del “menù consigliato dallo cheff” perché la banca dati creata permette di personalizzare il viaggio in base al profilo del viaggiatore. Inevitabile che lo stile del viaggio, nonostante le personalizzazioni, permarrà quello del travel designer.
Sarà importante comunicare efficacemente la descrizione del viaggio, dettagliando con precisione i servizi offerti riuscendo a trasmettere le proprie emozioni al lettore/cliente. A questo scopo dovrà essere fatta un’accurata selezione delle foto scattate durante la ricerca di campo. Il prodotto è ora pronto per essere divulgato.
FORMAZIONE PER ADDETTI AI LAVORI
Un’attività assolutamente nuova nel panorama del mercato turistico è la formazione. Oltre ai fam tour o press tour dedicati a pochi inquanto molto dispendiosi, è fondamentale fare formazione ai venditori ed agli operativi dei tour operator e/o delle agenzie di viaggio. Non semplici presentazioni, ma veri e propri corsi sulla destinazione e sul prodotto. Bisogna conoscere a fondo, perlomeno sulla carta, il viaggio ed i suoi contenuti per poter fornire al viaggiatore esigente la consulenza adeguata. Chi meglio del travel designer può farlo?
ACCOMPAGNAMENTO
Il travel designer può trasformarsi in accompagnatore di gruppi di viaggiatori speciali che possono permettersi tale onere.
Di che tipo di formazione necessità questa figura?
A mio avviso nessun tipo di formazione in particolare. Il travel designer deve innanzitutto essere un viaggiatore passionale e carismatico. E’ necessaria come sempre l’esperienza e la profonda conoscenza della domanda e dell’offerta di mercato. La formazione generale del travel designer deve essere poliedrica spaziando dall’atropologia alla storia, all’ architettura, all’arte, alla letteratura, alla biologia, alla fotografia, alla geologia, all’intertainement, al marketing, insomma tutto ciò che fa parte dell’esperienza di viaggio e la può trasformare in un prodotto vendibile.
Com’è la giornata tipo di un Travel designer?
La giornata tipo è interamente dedicata alle attività sopra descritte. Ininterrottamente dalla prima mattinata a tarda serata conoscendo quanti più posti possibile e parlando con quante più persone possibile. Il tutto viene accuratamente annotato nella moleskine e documentato con il servizio fotografico.
Per quanto riguarda le prospettive di carriera?
A mio avviso, nonostante il mercato non sia ancora pronto, sarà una figura professionale ricercata in futuro per la crescente tendenza al viaggio esclusivo (vedi prima risposta).
Orientativamente come sono i guadagni?
Non ho idea poiché io sono oltre che travel designer anche un imprenditore e quindi creo viaggi per Cultour, il mio tour operator. Penso che comunque un buon viaggio crei redditi importanti e quindi dovrebbe essere ben remunerato.
Per saperne di più?
Difficilmente si trova materiale su cui fare ricerca perchè è un’attività assolutamente nuova e purtroppo poco praticata. Penso di essere tra i pionieri del travel design in Brasile ed in generale tra i pochi ad averlo affrontato anche come tema di studio. Il documento scaricabile dalla pagina “travel design” del nostro sito http://cultour.it/travel-design/ è stato riportato in un testo pubblicato da due università baiane sullo sviluppo turistico di una regione dello stato di Bahia. Ho tenuto inoltre corsi sul travel design in scuole per guide turistiche.
Che consiglio dai a chi vuole esercitare questa professione?
Investire e specializzarsi su determinate destinazioni perché per riuscire a far bene questo lavoro nei cinque continenti ci vogliono varie vite. Il mercato dei viaggi più che mai ha bisogno di specialisti. Ogni viaggio deve diventare un momento di studio
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