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Cultour on Twitter

Sorpasso Brasile, costo della vita più alto che negli Usa

scritto da marco il 16.01.2012 in
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=177179&sez=HOME_NOSTRISOLDI

O mundo esta de olho no Brasil. E voce?

scritto da marco il 13.01.2012 in
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http://rogeriapinheirotravel.blogspot.com/2012/01/o-mundo-esta-de-olho-no-brasil-e-voce.html

Experience Travel Minas Gerais

scritto da marco il 22.04.2011 in
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Cultour – Apresentação O Antigo Caminho do Ouro da Estrada Real

IER Institudo Estrada Real 6 Abril 2011

Architettura in Brasile

scritto da marco il 04.01.2011 in
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Architettura in Brasile

1° Giorno

venerdì 22 aprile

Partenza dall’Italia per San Paolo. Trasferimento con guida presso l’Hotel Tivoli. Presentazione del programma e aperitivo (non incluso) con alcuni architetti locali all’Hotel Unique (Ruy Ohtake 1995).

L’hotel è una delle creazioni più interessanti dell’architetto brasiliano per la forma singolare a fetta di anguria e le facciate rivestite di rame invecchiato.


2° Giorno

sabato 23 aprile

Partenza dall’ hotel per visita con mezzi pubblici attravero i principali edifici moderni della città. Il tour comprende Praça do Patriarca di Paulo Mendes da Rocha (1992-2002), il Municipio della città di San Paolo ex Palazzo della ditta Matarazzo di Marcello Piacentini e Vittorio Morpurgo( 1935-1939), Viadotto del Chá (Elisiário Bahiana, 1935) sulla Valle do Anhangabaú da cui si gode di una vista spettacolare della città. Trasferimento in Metropolitana fino alla Estação Luz. Passeggiata con visita al Museu da Língua Portuguesa di Paulo Pedro Mendes da Rocha, 2000-2006, Pinacoteca do Estado de São Paulo (1993-1998) : ristrutturazione della stazione ferroviaria dell’inizio del secolo XX progetto con cui Paulo Mendes da Rocha vinse il Pritzker Prize; Sala São Paulo de Concertos Estação Júlio Prestes (Nelson Dupré, 1997-1999): trasformazione della corte di una stazione ferroviaria dell’inizio del secolo XX in una delle sale di concerti più importanti del mondo. Trasferimento in Metropolitana e camminata fino al Mercado Municipal. La riqualificazione del Mercado Municipal (2002-2004) è di Pedro Paulo de Melo Saraiva.
Pranzo libero.
Visita al Parco di Ibirapuera progettato da un gruppo coordinato da Oscar Niemeyer e realizzato per commemorare i 400 anni della fondazione della città di San Paolo. Nel parco ci sono i seguenti edifici: Palácio da Agricultura e Marquise (Oscar Niemeyer, Zenon Lotufo, Hélio Uchoa, Eduardo Kneese de Mello, Gauss Estelita e Carlos Lemos, 1951-1955), Palácio das Artes OCA (Paulo
Mendes da Rocha, 2000), Auditório do Ibirapuera (Oscar Niemeyer, 2002-2005)
Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.


3° Giorno

domenica 24 aprile

Partenza dall’hotel per visita di altri monumenti ed edifici moderni della città.
La visita comprende: il Museu do Futebol/Estádio do Pacaembú (Mauro Munhoz, Daniel Pollara e Paula Bartorelli, 2007/08, Memoriale dell’America Latina (Oscar Niemeyer, 1986), Centro de Lazer SESC Fábrica Pompéia (Lina Bo Bardi, 1977-1986), Edifício della Federazione degli industriali di San Polo (FIESP) (Rino Levi Arquitetos Associados: Roberto Cerqueira César e Luiz Roberto de Carvalho Franco, 1969-1979) che al piano inferiore ospita un centro culturale , (Paulo Mendes da Rocha e MMBB 1996-1998), il Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand (Lina Bo Bardi, 1956-1968) ormai uno dei principali simboli della città; Il Conjunto Nacional (David Libeskind, 1955) immenso edificio multifunzionale com abitazioni, negozi e uffici, che occupa tutto un’isolato nella Avenida Paulista, il MUBE Museu Brasileiro da Escultura  (Paulo Mendes da Rocha, Roberto Burle-Marx, 1987-1995). Sosta per pranzo libero.
Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Belo Horizonte. Trasferimento presso l’Hotel Ouro Minas. Sistemazione nelle stanze e incontro con l’Architetto che accompagnerà il gruppo durante le visite.


4° Giorno

lunedì 25 aprile

Partenza dall’hotel per visita agli edifici progettati da Niemeyer insieme al paesaggista Roberto Burle-Marx, nel 1940 intorno alla Laguna di Pampulha, tra gli esempi più importanti dell’architettura moderna mondiale: Museu de Arte da Pampulha, Yacht Clube da Pampulha, Casa do Baile Pampulha, e Igreja de São Francisco de Assis. Leggeremente più tardi la Residência Juscelino Kubitschek 1943) l’ Edifício Niemeyer (1954) nella piazza centrale di Belo Horizonte Visita agli edifici e alle installazioni artistiche costruite nel Centro di Arte contemporânea Instituto Inhotim: Galeria Adriana Varejão (Rodrigo Cerviño López, 2008), Centro de Educação e Cultura Burle Marx (Alexandre Brasil e Paula Zasnicoff, 2008-2009), Galeria Doris Salcedo (Carlos Granada e Paula Zasnicoff, 2006-2008); negli ultimi anni sono tra gli avvenimenti più importanti dell’architettura e dell’arte contemporanea brasiliana.
Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Brasilia. Ricevimento in aeroporto da parte della 0nostra guida e trasferimento all’Hotel Plaza Brasilia. Incontro con l’Architetto che accompagnerà il gruppo durante le visite.


5°/6° Giorno

martedì 26 aprile – mercoledí 27 aprile

Partenza dall’hotel e visita agli edifici più importanti di Brasilia: Piazza dei tre poteri fiancheggiata dagli edifici progettati da Oscar Niemeyer tra il 1957 e il 1959: Edificio del congresso, Plan-alto palace, Secretariato, Palazzo di Giustizia; Cattedrale metropolitana (Niemeyer 1958-60), Ministero degli affari esteri o Itamaraty palace (Niemeyer e Burle Marx 1962), Ministero della Difesa (Niemeyer 1977), Memoriale a Juscelino Kubitschek (Niemeyer 1980), il Teatro Nazionale (Niemeyer 1958), Alvorada Palace o residenza del presidente (Niemeyer 1958), la Torre della telefonia (Lucio Costa), Museo e biblioteca nazionale di Brasilia (Niemeyer 2006), Memoriale alle popolazioni indigene (Niemeyer 1982), centro commerciale Brasilia Shopping di Rui Ohtake (1997) . Visita al superquadra 405 per vedere un esempio di edilizia residenziale, e visite ai settori bancario e hoteliero.
Visita alla città satellite di Taguatinga fondata nel 1958, ancor prima della fondazione della capitale.


7° Giorno

giovedì 28 aprile

Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Rio de Janeiro. Ricevimento in aeroporto da parte della nostra guida e trasferimento all’Hotel Ipanema Plaza. Sistemazione nelle stanze. Incontro con l’Architetto Jose Pessoae partenza dall’hotel per visita ad alcuni importanti edifici modernisti della città come il Banco Boavista (Oscar Niemeyer, 1946), Banco Aliança (Lucio Costa, 1956) e il ministero dell’educazione e della salute ora Palácio Gustavo Capanema (Lúcio Costa, Oscar Niemeyer, Carlos Leão, Jorge Moreira, Affonso Eduardo Reidy e Ernani Vasconcelos, 1936-1943) una pietra miliare dell’architettura modernista in brasile. Altri edifici dei fratelli architetto Roberto come Edifício-Sede da Associação Brasileira de Imprensa (1936), Edifício Seguradoras (1949), l’Instituto de Resseguros do Brasil (1941) e l’Aeroporto Santos Dumont (1937). L’Estação de Hidroaviões (Attilio Correia Lima, 1937) dichiarato monumento nazionale dal Governo Brasiliano nel 1957.
Arrivo al Parco del Flamengo (Affonso Eduardo Reidy, 1962), i cui edifici sono stati dichiarati patrimonio nazionale nel 1965 : nel parco ci sono il Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro (Affonso Eduardo Reidy, 1953) e il monumento ai morti della seconda guerra monidali. (Helio Ribas Marinho e Marcos Konder Neto, 1956).
Sosta per pranzo libero.
Prosecuzione per Residencia Abigail Seabra de Paula Buarque (Paulo Antunes Ribeiro 1938) importante edificio a cavallo tra Art deco e razionalismo; Museu Castro Maya – “Chácara do Céu” (Wladimir Alves de Souza, 1956) e Parque das Ruinas (Ernani Freire, Sonia Lopes, 1995-1997).


8° Giorno

venerdì 29 aprile

Partenza dall hotel per visita ai seguenti edifici. Nel barrio del Benfica di edilizia popolare Prefeito Mendes de Moraes detto anche Pedregulho di Affonso Eduardo Reid( 1947): nel piano terra un mosaico di vetro disegnato da Roberto Burle Marx e nella facciata principale il pannello di maioliche di Candido Portinari. Nella zona nord messo in cantiere nel 1948 in previsione del campionato del mondo 1950 lo stadio Maracanã (Raphael Galvão, Pedro Paulo Bastos e altri, 1949) uno degli impianti sportivi più estesi al mondo; lungo l’ Avenida Marquês de Sapucaí il Sambodromo progettato da Niemeyer nel 1983. Uno dei progetti più interessanti della recente architettura brasiliana Oi Futuro Flamengo (antigo Centro Cultural Telemar) progettato da Oficina de Arquitetos (2000-2005). Dell’antico edificio dell’inizio del secolo XX, è stata conservata soltanto la facciata.
Sosta per pranzo libero
Visita al Parque Guinle: comprende un importante gruppo di edifici modernisti Edifícios Nova Cintra, Bristol e Caledônia progettati Lúcio Costa(1948); gli edifici restanti sono di Marcelo, Milton e Maurício Roberto, 1950 ; Instituto Moreira Salles (Olavo Redig de Campos, 1951) i giardini con pannelli di maioliche sono di Roberto Burle Marx; Residência do Arquiteto o “Casa das Canoas” (Oscar Niemeyer, 1953-1954) attuale sede della Fondazione Oscar Niemeyer; Centro Internacional SARAH de Neurorreabilitação e Neurociências di (João Filgueiras Lima, “Lelé”, 2001-2008).


9° Giorno

sabato 30 aprile

Visita al Museu de Arte Contemporânea de Niterói (Oscar Niemeyer 1996)
e Caminho Niemeyer con i seguenti edifici progettati dall’architetto centenario Centro de Memória Roberto Silveira, Teatro Popular de Niterói, Fundação Oscar Niemeyer (in costruzione), e stadio de Barcas Charitas.


10° Giorno

domenica 1 maggio

Trasferimento in aeroporto in orario utile per l’imbarco sul volo per l’Italia.


Quota per persona:• Base 10/15 persone: €2.550
• Base 16/20 persone: €2.150
La quota comprende:

  • Pernottamento in camera doppia o matrimoniale categoria standard con servizio di B/B
  • Tutti i trasferimenti e i tour con accompagnamento di guida ed architetto parlanti italiano
  • Assicurazione di viaggio
  • Tutti i voli interni
  • Travel box firmato viaggidiarchitettura

Viaggi di Architettura in Brasile a Pasqua con Cultour

scritto da marco il 28.12.2010 in
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http://bit.ly/eYoPFv

Il Gruppo di Face Book Brazil Cultour festeggia i suoi primi 1000 membri

scritto da marco il 22.12.2010 in
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Da qualche giorno il Gruppo Brazil Cultour ha raggiunto i 1000 membri e desideriamo ringraziarti per accompagnarci in questo “viaggio”.

Quale miglior modo per festeggiare questo traguardo se non con un viaggio?

Ti piacerebbe essere il fortunato vinvitore del viaggio premio?

Il primo di una serie che lanceremo per poter condividere con te e tutti gli amici di Brazil Cultour la nostra grande passione per il Brasile. Uno dei viaggi “fuori rotta” che Brazil Cultour da sempre documenta e propone tramite il nostro tour operator www.cultour.it.

Il primo programma di viaggio è dedicato a Bahia, “culla” del Brasile e di  Cultour. “Bahia terra d’incontri”, che rapisce ed affascina con l’esuberanza del suo popolo ospitale e della sua natura selvaggia. Un’esperienza di vita per “incontrarsi”, conoscere e divertirsi, prerogative essenziali di un viaggio.

Non importa se sarai solo o in gruppo, single o in coppia, perché questa sarà un’occasione unica per incontrare nuovi amici e divertirti con loro.

Il programma e le condizioni di partecipazione sono disponibili sul sito Cultour BAHIA TERRA D’INCONTRI. Per per saperne di più scrivici a info@cultour.it.

LE CONFERME DOVRANO PERVENIRE ENTRO IL 31 GENNAIO 2011.

IL 4 FEBBRAIO 2011 TRA COLORO CHE AVRANNO CONFERMATO LA PARTECIPAZIONE, VERSANDO L’ANTICIPO DELLA QUOTA DI VIAGGIO (MIN 15/MAX 20 PAX), SARA’ SORTEGGIATO IL PARTECIPANTE CHE VINCERA’ IL VIAGGIO PREMIO.

Aspettiamo te ed i tuoi amici per vivere insieme questa avventura indimenticabile.

Marco e Luca

Il turismo emergente ed il ruolo del travel designer – La parola a chi già lavora

scritto da marco il 02.12.2010 in
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Intervista a Marco Tardio, fondatore del tour operator – Cultour.

Chi è il Travel designer?

La figura professionale del travel designer nasce in un momento di cambiamento del mercato del turismo. Sempre più “turisti” diventano “viaggiatori” ed il mercato del “viaggio di serie” da catalogo è passato e quindi in crisi. Il viaggiatore ha bisogno nei pochi giorni a disposizione per il suo viaggio di  vivere intesamente la sua esperienza di vita nell’area geografica  prescelta (parto dal presupposto che si parli di slow travel e non di  viaggi “mordi e fuggi”). Quindi invece di rivolgersi all’agenzia di viaggi va su internet e comincia a fare ricerca. Ecco, fin qui il viaggiatore fa esattamente ciò che il travel designer fa, magari i maniera più tecnica, prima di creare un itinerario. Solo che il viaggiatore parte e rischia che i suoi 10/15 giorni di vacanza non rispettino le aspettative perché in realtà le informazioni ottenute sul web non sempre si rivelano affidabili. Il travel designer invece va sul posto e vive personalmente il risultato della ricerca di laboratorio ed arricchisce la prima con la ricerca di campo.

Quali sono i suoi compiti principali?

LA CREAZIOE DEL VIAGGIO

Come detto nella risposta precedente le due prime fasi sono: ricerca di laboratorio e ricerca di campo. Nella prima si individua la zona nella quale creare il viaggio, si fa ricerca su geografia, storia, cultura e su ciò che offre turisticamente  livello di servizi e strutture. Poi si entra in contatto con le istituzioni (enti preposti al marketing turistico della regione) e col trade (società di servizi, hotel…) e li si informa del viaggio e degli obbiettivi, ci si confronta sulla ricerca di laboratorio ed eventualmente si ottiene anche supporto in loco. A questo punto si traccia l’itinerario e si parte. Da questo momento inizia la ricerca di campo con la scoperta di tutto ciò che la regione offre a livello culturale e naturalistico, dando priorità a ciò che non rientra nei tour classici (inevitabilmente ci sono tappe per importanza storica e bellezza naturale imprescindibili). Per fare ciò è necessario saper scegliere gli interlocutori giusti. Nella mia quinquennale esperienza di travel designer i migliori sono sempre stati i “nativi”.  Con loro si scoprono e si vivono usi e costumi locali (culinaria, artigianato, musica, artigianato, religione, attività di autosostentamento in genere) e luoghi “fuori rotta” inaccessibili ad altri. L’aspetto più interessante è che loro diventano naturalmente il ricettivo locale. Loro sono fodametali nell’affiacare il travel designer in uno dei compiti più importanti e difficili: riuscire a creare in luoghi immersi nella natura più selvaggia delle accoglienti e charmant location rendendo ancora più magici paesaggi ed momenti unici (aperitivi al tramonto sulle dune, pranzi su isolette, cene su spiagge oceaniche, pernottameti in capanne su amache nel deserto). Tutto realizzato ad hoc con strutture e servizi offerti dai nativi e imprescindibilemnte ecocompatile. L’attitudine naturale dell’anfitrione nativo all’ospitalità non si impara in nessuna università al mondo.

Durante il viaggio si visitano le strutture di ospitalità già individuate durante le ricerche  selezionando le migliori (in alcune di queste si alloggia) in base all’ecocharme della localizzazione, della struttra,  degli interni e dei servizi. In genere si privilegiano piccole strutture (pousadas, guest house, boutique hotel, hotel fazedas). Ci tengo a precisare che quando parlo di charme non parlo necessariamente di lusso, anzi avvolte addirittura quest’ultimo concetto sconfina nel superfluo.

Altra fase fondamentale è lo studio della logistica del viaggio. E’ necessario verificare per i trasferimenti e le escursioni on e off road (privilegiando questi ultimi) tempi, mezzi, maree, venti…

Al rientro dal viaggio il travel designer comincia a scrivere il proprio itinerario. Chi per lui richiede le offerte dei servizi ai partner selezionati (ricettivi, imprese di trasporto, guide, hotel, ristoranti…)  e si calcola il costo del viaggio completo.  Ovviamente trattasi del “menù consigliato dallo cheff” perché la banca dati  creata permette di personalizzare il viaggio in base al profilo del viaggiatore. Inevitabile che lo stile del viaggio, nonostante le personalizzazioni, permarrà quello del travel designer.

Sarà importante comunicare efficacemente la descrizione del viaggio, dettagliando con precisione i servizi offerti riuscendo a trasmettere le proprie emozioni al lettore/cliente. A questo scopo dovrà essere fatta un’accurata selezione delle foto scattate durante la ricerca di campo. Il prodotto è ora pronto per essere divulgato.

FORMAZIONE PER ADDETTI AI LAVORI

Un’attività assolutamente nuova nel panorama del mercato turistico è la formazione. Oltre ai fam tour o press tour dedicati a pochi inquanto molto dispendiosi, è fondamentale fare formazione ai venditori ed agli operativi dei tour operator e/o delle agenzie di viaggio. Non semplici presentazioni, ma veri e propri corsi sulla destinazione e sul prodotto. Bisogna conoscere a fondo, perlomeno sulla carta, il viaggio ed i suoi contenuti per poter fornire al viaggiatore esigente la consulenza adeguata. Chi meglio del travel designer può farlo?

ACCOMPAGNAMENTO

Il travel designer può trasformarsi in accompagnatore di gruppi di viaggiatori speciali che possono permettersi tale onere.

Di che tipo di formazione necessità questa figura?

A mio avviso nessun tipo di formazione in particolare. Il travel designer deve innanzitutto essere un viaggiatore passionale e carismatico. E’ necessaria come sempre l’esperienza e la profonda conoscenza della domanda e dell’offerta di mercato. La formazione generale del travel designer deve essere poliedrica spaziando dall’atropologia alla storia, all’ architettura, all’arte, alla letteratura, alla biologia, alla fotografia, alla geologia, all’intertainement, al marketing, insomma tutto ciò che fa parte dell’esperienza di viaggio e la può trasformare in un prodotto vendibile.

Com’è la giornata tipo di un Travel designer?

La giornata tipo è interamente dedicata alle attività sopra descritte. Ininterrottamente dalla prima mattinata a tarda serata conoscendo quanti più posti possibile e parlando con quante più persone possibile. Il tutto viene accuratamente annotato nella moleskine e documentato con il servizio fotografico.

Per quanto riguarda le prospettive di carriera?

A mio avviso, nonostante il mercato non sia ancora pronto, sarà una figura professionale ricercata in futuro per la crescente tendenza al viaggio esclusivo (vedi prima risposta).

Orientativamente come sono i guadagni?

Non ho idea poiché io sono oltre che travel designer anche un imprenditore e quindi creo viaggi per Cultour, il mio tour operator. Penso che comunque un buon viaggio crei redditi importanti e quindi dovrebbe essere ben remunerato.

Per saperne di più?

Difficilmente si trova materiale su cui fare ricerca perchè è un’attività assolutamente nuova e purtroppo poco praticata. Penso di essere tra i pionieri del travel design in Brasile ed in generale tra i pochi ad averlo affrontato anche come tema di studio. Il documento scaricabile dalla pagina “travel design” del nostro sito http://cultour.it/travel-design/ è stato riportato in un testo pubblicato da due università baiane sullo sviluppo turistico di una regione dello stato di Bahia. Ho tenuto inoltre corsi sul travel design in scuole per guide turistiche.

Che consiglio dai a chi vuole esercitare questa professione?

Investire e specializzarsi su determinate destinazioni perché per riuscire a far bene questo lavoro nei cinque continenti ci vogliono varie vite. Il mercato dei viaggi più che mai ha bisogno di specialisti.  Ogni viaggio deve diventare un momento di studio

Cultour e il ruolo del travel designer

scritto da marco il 26.10.2010 in
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Intervista Guida Viaggi a Marco Tardio

Il viaggio di Gano

scritto da marco il 21.09.2010 in
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Esquerda, saudade e liberdade.

“Si, in effetti, in Brasile non ci sono mai stato…”.

Sono state le mie prime parole. La voglia era quella di fare “il” viaggio, non “un” viaggio. E un posto lontano nell’immaginario, mio e di chiunque è il primo passo per fare “il” viaggio.

Nasco e vivo con la voglia di conoscere tutto e con il complesso di inferiorità di non aver mai visto abbastanza. Un continente grande come un mondo e un paese grande come un continente è il passo minimo per fare “il” viaggio.

***

Salvador non è stata una scelta casuale. Quando si pensa al Brasile, la testa va subito alla capitale vitale del paese-continente: Rio con il suo fascino, la sua voce suadente, il ritmo del Carnival.

Partire da Salvador è stata una scelta di sentimento per cercare il vero e il nero di un paese contraddittorio, fatto di samba e di favelas, di calcio e di fame, di vittorie sportive e di sconfitte sociali. Salvador ha il fascino della capitale nativa. Da lì parto.

Per capire la capitale dello stato di Bahia mi è bastato guardare il mercato di Sao Joaquim.

A Sao Joaquim, alla prima cachaca, rosa di colore, torbida come un pozzo e potente come un siluro ho visto tutta Salvador in pochi istanti. L’Igreja de Nossa Senyora do Bonfim ha ricevuto la mia “fita”, il nastrino colorato dei desideri e delle speranze. Spero che si avveri il mio desiderio, più per ritornare a Salvador che per il desiderio in sè. E canterò messa anche agli Orixas.

***

Dalla capitale di Bahia ai lidi a nord il passo è stato enorme. Lanciato a folle velocità (anche perchè gli autisti in Brasile pestano sul pedale come dei fabbri) sono passato dal presente meccanico all’età dei nativi.

A Mangue Seco il “buggy” è l’unico segno di modernità concesso. E’ qui che ho visto un tramonto da cartolina. Voglio precisare questa descrizione con un ricordo d’infanzia. Nel salotto di mia nonna c’era un orrible olio su tela, una riproduzione seriale di un qualche pittore sconosciuto. Il soggetto era il solito stereotipo: una palma, una barca, tanta foresta e una scala cromatica tra il blu e l’arancione. Il solito soggetto suggestivo ed esotico che ti lascia il dubbio se chi l’ha dipinto ha mai visto una tramonto così oppure l’ha solo immaginato. Il dubbio mi rimane ma non ha importanza. Io quel tramonto l’ho visto e sono ancora sbalordito.

Molte dune, tanta sabbia, gente nativa: per una volta ero minoranza bianca. Ho trovato così il mio antidoto per qualsiasi forma di segregazione. Una nuotata tra le mangrovie in cerca di ostriche e la serata da Pernambuco che mi omaggia di musica e carne do sol.

***

Altri chilometri e altre spiagge. Le più lunghe, profonde e colorate del mondo. Spiagge che il mare fa scomparire nel tardo pomeriggio. Sono a Itacarè, luogo nel quale la natura pensa a tutto: se l’Ilha de la Segre (Isola della Suocera) di Mangue Seco e la spiaggia di Jeribucacu ad Itacarè non fossero difese dalla Mata e dalla marea, probabilmente sarebbero state colonizzate dai nuovi consquistadores dei villaggi turistici. La Mata atlantica diventa subito il mio luogo eletto di isolamento. Senza il mio sonno pesante non sarei mai riuscito ad addormentarmi: i suoni e i rumori di uccelli e zanzare, lemuri e palme, soverchiano il silenzio della notte.

A Itacarè mi porta Miguel, indietro mi riporta Valdevil: sono due modi diversi di essere indigeno. Andiamo a vedere Sao Paolo – Vasco in tv. FInisce zero a zero. Poche le emozioni ma non tutte le partite possono essere spettacolari, anche se sono in Brasile.

***

Barra Grande è statala spiaggia-amante di una sola notte.

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Ho vissuto su un’isola senza essere famoso. L’ho fatto per tre giorni e vicino alla mia pousada non mancava nemmeno il reality (vero e proprio è il caso di aggiungere), di una tv spagnola. Boipeba ha nella piazza principale il sogno di ogni bambino: un campo di calcio e nessun cartello che vieti di giocare a palla. Al sogno di ogni bambino segue il “miraggio” di ogni adulto: una amaca in riva all’oceano e il resto di un libro di Amado da ultimare.

***

Ritorno a Salvador. Il traffico e i rumori sono uno schiaffo in pieno volto. Per una settimana ho visto barchette, buggy e trattori come unici mezzi di trasporto. Ma Salvador è l’inizio e la fine. E la fine è Jeronimo che canta sulla scalinata, l’acarajè che frigge e il Pelourinho con le sue pareti colorate e le sue trappole.

In fine dei conti il Brasile e Bahia in particolare è molto simile a me: grande gioia e malinconica tristezza, lenita dalla promessa del ritorno.

…the colours of the sky, the waves of the sea or the body of our favourite woman…

scritto da marco il 06.09.2010 in
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“There are no right angles that attract me, no straight lines hard, inflexible, created by man. What attracts me is the free and sensual curve, the curve which is the encounter between the mountains of my country, in the winding course of its rivers, the colours of the sky, the waves of the sea or the body of our favou…rite woman. The whole universe is made of curves, Einstein’s curved universe”. Oscar Neimeyer

http://www.youtube.com/watch?v=5AP-2rtQBdg&feature=related