Scenario di grandi massacri indigeni durante il suo brutale processo di occupazione, lo stato del Piauí, come anche il Cearà, é stato colonizzato, diversamente da tutto il litorale brasiliano, partendo dall’entroterra per arrivare col tempo alla costa atlantica. L’economia si basava sull’ allevamento di bovini, per la fornitura di carne agli engenhos (aziende agricole) di canna di zucchero del nord e del nord est.
L’ impronta profonda della mescolanza etnica tra indios, bianchi e neri é presente in tutti gli ambiti culturali: nella gastronomia, nell’architettura, nelle casas de farinha delle fazendas, nelle danze folcloristiche, nelle leggende e nelle tradizioni popolari. Un esempio é la rappresentazione del bumba-meu-boi, una danza drammatica, che rappresenta la disuguaglianza nei rapporti conflittuali tra gli schiavi e i padroni.
Completano il ricco universo culturale del Piaui le bellezze naturali, che sorprendono e affascinano. Con appena 66 km di costa il Piauí possiede il più corto litorale del Brasile, ma al tempo stesso il più selvaggio del nord est con spiagge soleggiate, dune di sabbia bianca e lagune di acqua sorgiva. La sua più grande ricchezza é il delta del Rio Parnaíba, lungo 1.485 km, che, allo sfociare nell’oceano Atlantico, forma un interessantissimo arcipelago con un’estensione di 2.700 km.
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